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"Io accetto il caos, ma non sono sicuro che il caos accetti me”

Bob Dylan

Andrea Ferrari, appassionato di scrittura e musica, è l’autore di Ti faranno del male, edito da Leucotea.

Un romanzo che ci lascia senza parole per diversi motivi; uno di questi è che ci sono dei riferimenti autobiografici o per meglio dire, una finzione biografica.

Alcuni eventi occorsi all’autore sono stati le fondamenta di questo romanzo, crudo, vero, amaro e con delle sfumature noir.

Un viaggio nella mente e nell’anima tormentata del protagonista, Andrea, che consuma la sua vita in un appartamento protetto dal servizio sanitario mentale, lasciando e prendendo vari lavori, per poi ciondolare, vagabondare oziosamente  per le vie della città.

Le donne entrano ed escono dalla sua vita e dal suo letto, donne anch’esse tormentate e inquiete; come Carolina, folle e dalle idee antisemite, frequentatrice di oscuri giri di droga che la coinvolgeranno in qualcosa  grosso e inaspettato..

Il caos di Dylan è anche il caos di Andrea, una vita spesa nell’incertezza, ma in cerca di solidità, un punto fermo da cui ricominciare, perché in fondo tutti noi cerchiamo il nostro posto sicuro.

Ad Andrea capita di tutto e di più: tre ospedali psichiatrici, assunzione di antidepressivi e farmaci che inibiscono la sua libido, da qui un rapporto tormento con l’altro sesso, un lavoro altalenante, fino ad arrivare alle situazioni più assurde e rocambolesche.

La vita di Andrea per quanto difficile e tormentata, assume un aspetto di continua rivalsa, un tentativo perenne di uscire dall’ impasse; scrive di getto il suo romanzo, ci riversa dentro tutto di sé, i suoi pensieri più reconditi, le sue ansie, ma anche i suoi progetti, i suoi sogni, ma nonostante la pubblicazione non riuscirà a goderne appieno. Andrea si crogiola caparbiamente nel suo stand-by, opprime la sua vita infilandosi in situazioni ambigue, oscure, da manuale dello “sfigato”; ma lo dico nel senso positivo, tutto ciò che avviene è talmente assurdo che la realtà ne viene esasperata: un connubio tra vero e falso.

La capacità di trasmette emozioni, fa di questo libro un’ opera interessante, le traversie di Andrea come metafora della vita e dell’anima, il tormento entra prepotentemente nelle pieghe dell’esistenza, insinuandosi infimamente, devastando la più effimera felicità.

“If you’ve been bad
Lord I bet you have
And you’ve not been hit
Oh by flying lead”

You’d better close your eyes
Ooohhhhhhh bow your head
Wait for the ricochet"

Deep Purple – “Child in Time”

In realtà poi l’involuzione sociale di Andrea trova uno spiraglio e la testa non l’abbassa e non chiude gli occhi, si ribella alla moltitudine di conflittualità che attanagliano l’anima, ma anche la sua vita, pur con biasimo e dispiacere guarda avanti e le seconde chance non faranno più parte né di questo romanzo né del suo essere.

Gli strumenti linguistici utilizzati per la costruzione narrativa sono tipici della forma autobiografica; il protagonista, Andrea-Andrea, racconta le sue vicissitudini in prima persona, regalando all’opera un intimo e corale viaggio introspettivo. Un linguaggio contemporaneo, vero, senza fronzoli, ma curato ed essenziale.

Non siamo difronte  a un capolavoro tipo letteratura russa dell’800 struggente e tormentata, ma non vuole neppure esserlo, è un intenso romanzo contemporaneo che si apre con il lettore, mettendo a nudo le fragilità dell’uomo; le sue debolezze; l’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere; i suoi difetti, dipingendo un personaggio vero, non sofisticato, e che non ha timore o vergogna di esporre le sue emozioni e il suo vissuto.

Articolo di Loredana Cilento.

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