Il Giardino dei girasoli.
(Link al sito)

Di Maria Sabina Coluccia


Grigio, spumoso, torbido, veloce, ruvido, brillante. Se mi chiedessero di che colore è, che consistenza ha il romanzo di Andrea Ferrari, “Ti faranno del male”, edito ad aprile 2016 da ed. Leucotea, risponderei così. Quindi un romanzo da non leggere? Al contrario, una storia da entrarci dentro fino in fondo, anche se le strettoie ci sono, eccome. Il primo freno per me è arrivato dall’incipit. Qualcosa mi ha colpito forte e fatto pensare: “ma dove vuole andare a parare questo qui?” E se non vado avanti non lo saprò mai. Così ho tolto gli occhiali rosa e ho cominciato a leggere la cruda realtà che Andrea Ferranti mi metteva sotto il naso.

“Per le donne devi essere bello e indistruttibile, altrimenti non vali niente”. Pensiero auto svalutante. Di quei pensieri che ti fanno rotolare in una serie di guai senza fine. È una delle prime ruvidità incontrate. Un assaggio offertomi dal protagonista Andrea che, trentenne, si trova ancora alla ricerca del senso della sua vita, sballottato in una girandola di eventi, al limite dell’umana sopportazione. Rifiutato dalla famiglia d’origine, entra ed esce dalle strutture protette del Dipartimento di salute mentale. Vive in un mondo suo, cammina sempre sul bordo di un precipizio: a volte ci cade dentro, poi ne riemerge, ammaccato, e continua ad attraversare ore, giorni e mesi, senza mai stabilire un contatto profondo con la Vita. Andrea non ha una grande opinione di se stesso: si sente un emarginato, un essere privo di interesse. Eppure ha da poco pubblicato un libro, ma questa esperienza invece di dargli la carica, gli scivola addosso come niente fosse. Il grigio della solitudine interiore è molto scuro. Il muro trasparente, che si frappone tra lui e le donne, che è costretto a guardare e a sognare da lontano, è ruvido e ferisce l’anima. È come se la vita scorresse accanto al protagonista abituato a cadere e rialzarsi, ma provato dalla fatica. A volte si fermano, lui e la Vita, in qualche stazione periferica, dove Andrea può tentare di fare il punto della situazione e trovare una direzione autentica da seguire. Non è facile. Non è un romanzo leggero. È una storia che pone interrogativi grandi, che scorre veloce, ed è scritta bene. Melanconia, tristezza, difficoltà a trovare un punto di equilibrio, i rapporti con le donne, sono le strettoie che comunque il lettore è costretto ad attraversare, per arrivare alla conclusione. È difficile la vita per Andrea, annebbiato dai dosaggi di medicinali, che estraniano la presenza del sé dal qui e ora. Così, nella semi-incoscienza, gli sfugge la possibilità d’amore offertagli da una paziente, incontrata durante uno dei tanti ricoveri, e alla quale lui si nega, per incapacità relazionale del momento. Scivola la vita, scivola l’amore, finché non arriva Carolina, l’unica che saprà dare un senso alla sua esistenza, con la sua sregolatezza portata all’eccesso. E poi ci sono Anna, la prospettiva di una relazione tranquilla, domestica, la cui normalità è messa alla prova da Giulia, giovane e intraprendente collega di lavoro di Andrea, alla quale lui non resiste, e da cui sarà senza scrupoli abbandonato, perché per Giulia un fidanzato vale più di un amante, e quando un possibile fidanzato appare, Andrea viene messo all’angolo. E la vita continua a scivolare, spumosa e grigia, piena di vuoto. Andrea passa da un lavoro all’altro, da una donna all’altra, si avvicina alle donne che praticano l’amore a pagamento e conosce Sabrina. Forse ora la vita può smettere di scivolare. Forse ora tutto può acquistare un significato, quasi salvifico per entrambi. Sabrina e Andrea sembrano amarsi di un amore puro, vero. Forse. Non raccontiamo come finisce la storia, riportiamo solo quel senso di oppressione che avvolge Andrea sul finire del romanzo.

“Non le avrei dato una possibilità, non in questo romanzo”. Eppure a noi piace pensare il contrario, perché ormai Andrea ha toccato con mano la purezza dell’amore. E non crediamo che possa continuare a far sì che la vita continui a scivolare. Chissà che non ci sia un seguito. 

Lettura consigliata per cercatori di umana sofferenza, con la speranza che il sole torni a splendere.

FOLLOW ME

  • Facebook Social Icon
  • Twitter Social Icon
  • Instagram Icona sociale
  • YouTube Icona sociale

© 2023 by Samanta Jonse. Proudly created with Wix.com