Daydreaming Agency .
(Link al sito)

Un romanzo strappato dalla fantasia, crudo e crudele come solo la vita più sfortunata sa essere.

Un viaggio fatto di continui e incessanti naufragi, dove il protagonista, Andrea, viene ripetutamente sballottato, senza aver quasi mai la forza o il potere di reagire. Un’esistenza travagliata, scossa da terremoti esistenziali, messa alla prova da provocazioni e beffeggiamenti che sembrano volerlo vessare, annientando la sua dignità, smentendo la sua parola, privandolo della propria coscienza.
Il racconto di una vita vissuta trasportato dalle onde, troppo forti per resistergli, e capaci di portarlo giù, sempre più giù, in un baratro oscuro dal quale è sempre più difficile risalire.
Ma non solo un romanzo, quasi un documentario di un’esperienza inimmaginabile, tra gli scontri in famiglia, il vagabondare quasi delirante di città in città, le case di cura ogni volta più degradanti e degradate.
Andrea, un ragazzo qualunque, che si trova lontano da casa, in lite con una famiglia che non lo vuole, che lo giudica, diffidandolo da avere qualsiasi rapporto con loro. Una vita emotivamente disagiata che ben presto lo porta a conoscere i deprimenti e nocivi corridoi delle strutture per malati mentali. Medicine che obnubilano i sensi e personale sanitario assolutamente incapace.
I suoi giorni passano tra una casa di cura e l’appartamento che gli è stato dato dal servizio sanitario, aggrappato a pochissime sicurezze. Lavori precari, pochi soldi, amicizie sbagliate, fanno da miscela a una già limitata fiducia in se stesso. Andrea prova a lottare contro il destino che sembra averlo preso di mira, ma ogni volta le forze cedono davanti a ostacoli troppo grandi per essere sconfitti. Non sembra esserci via di fuga da quell’etichetta che, come un tatuaggio, sembra ricordargli tutti i giorni che lui è nato per non essere nulla di più di quello che è.

Eppure barlumi di speranza si alternano come raggi di sole che filtrano tra le nubi più nere, a dimostrare che c’è luce oltre il buio, c’è la serenità dietro l’incubo.
Andrea lotta, si raddrizza, cerca di ribellarsi, si incaponisce per far quadrare quel cerchio ammaccato che è la sua vita.
Un ripetersi continuo e perpetuo delle stesse brutte vicende. Ogni volta crolla, sopraffatto da una realtà esterna che non vuole dargli fiducia, non vuole premiarlo, ma anzi punirlo, sembrerebbe, per aver solo provato a ridarsi dignità. Anche con le donne non è fortunato, circondato sempre da figure disagiate, opportuniste, vittime come lui di un destino più forte del loro orgoglio.

Come intrappolati sulle montagne russe, viviamo insieme al protagonista le più amare delusioni, disillusi di un sogno che non abbiamo il diritto di veder realizzato.
Molte volte leggiamo in Andrea la consapevolezza di non essere coraggioso abbastanza, di non credere più in sentimenti puliti, veri. Nell’amore, nel rispetto, nella fiducia. E come dargli torto. Ogni passo avanti viene ben presto sostituito con tre lunghe falcate indietro. Un vento troppo intenso per potersi aggrappare a qualcosa e andare avanti.
Si lascia plasmare dagli eventi, troppo stanco o codardo per puntare i piedi, per riprendersi quella dignità che gli è stata strappata via troppo presto.
Eppure… delusioni, sconfitte, tradimenti, non lo annientano. Trascina la sua esistenza malgrado tutto, nonostante il mondo crudele abbia sempre l’ultima parola. Forse spera che assecondando la corrente si farà meno male, sopravviverà, quanto meno, senza perdere completamente la testa.

Perché in fin dei conti, se la vita lo vuole vedere finito, l’unico smacco che può offrirle è resistere. Cadere e rialzarsi, perfino avanzare a carponi, se serve, purché lucido e lontano dai guai.
Magari un giorno, il destino si stancherà di giocare con lui, lasciandolo vivere la sua meritata serenità.

 

Un romanzo che, seppur breve, incatena il lettore con un linguaggio fluido e sincero. Niente giri di parole, niente esagerazioni, troppo fedele a una realtà quotidiana, per essere dimenticato facilmente. Ossessionato, travagliato, amareggiato, chi si appresta a leggere queste pagine, finisce per estrapolare il soggetto dalla storia e renderlo drammaticamente reale.
Ed è vero, ti farà del male, perché vivrai l’esperienza di Andrea, come fosse una vita che per poco ti ha mancato, ma che sarebbe potuta essere la tua.

FOLLOW ME

  • Facebook Social Icon
  • Twitter Social Icon
  • Instagram Icona sociale
  • YouTube Icona sociale

© 2023 by Samanta Jonse. Proudly created with Wix.com